Legge di Bilancio. “La sanità è la grande dimenticata. Anche quella privata convenzionata”. Intervista a Padre Virginio Bebber (Aris)

Estratto da ‘quotidianosanita.it’: “Nessuna risorsa è stata destinata alla sanità privata accreditata. Anzi si procede verso tagli lineari, riduzione dei budget su scala regionale, e mancato adeguamento delle tariffe concordate da oltre 15 anni. Le liste di attesa aumentano a dismisura e centinaia di lavoratori finiranno sul lastrico”. Così il presidente dell’Aris commenta a Quotidiano Sanità la manovra al volo al Senato. E sul ritiro dell’emendamento fumo: “Non ci sono soldi, ma quei pochi che cadono da tasche dove non dovrebbero essere, rotolano verso altri e più influenti rivoli”

29 NOV – “Chissà se mai un giorno (ipotetico per carità) dovessero venire alla luce intercettazioni telefoniche tra responsabili della cosa pubblica nelle quali c’è chi ride delle grida disperate di gente malata – che non ha soldi per curarsi – mentre devia quei pochi fondi rimasti dopo lo scempio, verso compari o potentati di casa nostra? Quanto accaduto nella tragedia Rigopiano, naturalmente con i dovuti distinguo, rende ormai lecito ogni sospetto”.
Così Padre Virginio Bebber, Presidente dell’Associazione delle Istituzioni sanitarie religiose accreditate al Ssn (Aris), commenta a Quotidiano Sanità l’esito dei lavori sulla manovra da parte della Commissione Bilancio del Senato, contestando in particolare la mancata approvazione dell’emendamento sul fumo proposto dalla Commissione Sanità per reperire 600 milioni da poter reninvestire nel comparto.
Padre Bebber, si sono conclusi nella notte i lavoro della Commissione sulla legge di Bilancio. Che giudizio dà del testo che il Senato si appresta ad approvare? Una legge di Bilancio come quella attuale sembra dimenticare la sanità, vista sempre più come un “costo” e non come un “investimento”. Si levano lamentele da ogni angolo del mondo della sanità italiana, accuse di una volontaria e sistematica esclusione del comparto dalla ripresa economica in atto, fino a renderla non più sostenibile se non dalle tasche dei cittadini.
Possiamo dunque parlare di un giudizio negativo sulla manovra anche da parte della sanità privata accreditata? Certamente sì. Si parla solo di settore pubblico impiego per il quale peraltro sono previste, da parte delle istituzioni, la messa a disposizione di risorse effettive, anche se non adeguate, per consentire il rinnovo del contratto di lavoro; mentre, invece nessuna risorsa è stata destinata alla sanità privata accreditata, quella cioè che per legge è equiparata, quanto a titoli e servizi resi al cittadino, totalmente a quella pubblica. Anzi si procede verso tagli lineari che si aggiungono a quelli degli anni precedenti, alla riduzione dei budget su scala regionale, al mancato adeguamento delle tariffe concordate da oltre quindici anni. Tanto che molte istituzioni sono costrette a chiudere, restringendo ancor di più la disponibilità, in termini di assistenza, della sanità pubblica di venire incontro alla esigenze dei cittadini malati. E le liste di attesa aumentano a dismisura. Senza considerare le centinaia di lavoratori che finiscono sul lastrico…. Leggi l’articolo originale completo su “quotidianosanità.it”

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